Il mare, la macchia e il turismo.

Il mare della Sardegna gode di acque cristallina. Lei stessa è bordata da una costa prevalentemente granitica e da una macchia di elicriso, mirto, ginepro e cisto che ne donano l’inconfondibile profumo di Mediterraneo.
Il turismo nelle nostre coste nacque circa 60 anni fa grazie alla bonifica delle coste dalla malaria, una volta endemica e grazie anche all’occhio attento del principe ismailita Karim Aga Khan IV.
Lui finanziò la Costa Smeralda, ne concepì lo stile unico e per rifornire questo paradiso turistico finanziò anche un areoporto e una compagnia aerea, l’Alisarda ora Meridiana.
Ovviamente tutto questo è dato anche dalla generosità della bellezza donata dalla natura. Costa “Smeralda” appunto deriva dal colore delle sue acque perfettamente limpide che lasciano intravedere il fondale spesso di sabbia che illuminato dal sole assume un colore simile allo smeraldo.
Il boom turistico è stato talmente improvviso che non ha permesso un’accurata protezione delle coste vedendo, inquinamento, abusi edilizi e razzia indiscriminata delle acque una volta popolate all’inverosimile.
I primi turisti un po increduli della bellezza di queste coste una volta considerate inospitali videro un mare incontaminato, non sfruttato, dove pesci uccelli marini, foche e persino aragoste a pelo d’acqua creavano un ambiente paradisiaco.
Purtroppo ancora non si pensava che tutto questo potesse essere un bene prezioso e soprattutto esauribile quindi molti pensarono solo a fare incetta di corallo, pesci, ricci e tutto ciò che offriva.
Adesso qualche organo atto alla difesa protegge alcune di queste coste e l’interno ma spesso non basta.
La pesca indiscriminata privata o per il largo consumo è ancora presente e oltre a spopolare il mare, molti ma non tutti, uccidono i pesci in un secchio al sole o abbandonandoli sulla battigia per puro sadismo senza neanche consumarlo oppure dalle reti, alcune specie, vengono ributtate perché considerate non commerciali. Una magra consolazione visto che per liberare un pesce dalle reti lo si lascia fuori dall’acqua ovviamente uccidendolo e ributtandolo morto.
L’incetta di ricci e molte altre specie che raccolte indiscriminatamente hanno portato quasi alla scomparsa di queste dalle coste.
Nell’interno la musica rimane simile dove i rifiuti vengono buttati nelle strade oppure cicche di sigaretta ancora accese buttate dal finestrino innescano incendi.
Molti non credono che una sigaretta possa causare un incendio e in effetti è vero una sigaretta di solito non lo innesca ma ha bisogno di condizioni particolari ma contando che ne vengono buttate a migliaia è facile innescare il fuoco. Un’altra prova è che buona parte degli incendi si propagano sottovento a partire da una strada. Una cosa che merita lode è il fatto che i comuni stiano iniziando a tagliare le sterpaglie secche lungo le strade evitando che queste si comportino come un esca per il fuoco.
Un altra cosa lodevole è la raccolta differenziata. Uno svantaggio di questa è che è difficile farla partire, spesso i turisti fanno fatica a trovare i bidoni e i rifiuti vengono buttati nelle strade.
Per quante cose davvero lodevoli ci siano, sono ancora di più quelle da incriminare oltre al fatto che chi commette crimini verso l’ambiente viene toccato indistintamente che sia turista o residente.
Ogni misura e norma anti-inquinamento ha dei prezzi elevati ma i benefici, oltre ad essere nella salute, sono anche pecuniari. Una città che è instradata sul turismo e che tutela il territorio può permettersi di avere più turisti senza impatti ambientali e quindi chiamare ancora più turisti e come si sa la domanda aumenta i prezzi e non il contrario!
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E a differenza di altre mete con interesse storico, per quanto sia interessante l’antichissima storia della Sardegna, la nostra è molto incentrata sul turismo balneare, naturalistico e culinario che vanno a braccetto con la pulizia e il non deturpamento di coste e interni.
Un nuovissimo resort mi ha lasciato di sasso quando sono venuto a conoscenza della sua esistenza. In tutte le direzioni da cui viene guardato (ad eccezione dell’ingresso) rimane completamente mimetizzato ricoprendo quasi tutti gli spazi con terra e piante della macchia mediterranea. Così facendo ha minimizzato il suo impatto sulle coste e a parere personale deturpa meno dei complessi che vengono chiamati “alveari”.
Il mare e ogni ecosistema terrestre ha una buona flessibilità e tende a tamponare la presenza umana se questa ha un impatto che rispetta i tempi richiesti. Finchè il mare rimane vivo, oltre ad essere un attrazione turistica, potrà assorbire più velocemente i danni fatti ma non può assolutamente sopportare pesca intensiva e molto superiore alle nostre necessità e inquinamento. Tanto è vero che il mare negli ultimi anni ha perso buona parte della sua fauna e il mediterraneo essendo un mare chiuso non ha la capacità di smaltimento pari a un oceano.
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Un esempio dell’impatto causato dall’uomo sono le isole oceaniche di plastica. Proprio come dice il nome sono isole galleggianti compattate da i vortici generati dalle correnti. A differenza dei rifiuti biologici la plastica intera è difficile che venga utilizzata da qualche animale come alimento utile e quindi tende ad essere disintegrata dal sole e il movimento semplicemente rompendola in pezzettini sempre più piccoli. Questi pezzetti si mescolano al plancton venendo mangiati dalle basi della catena alimentare ed essendo particelle molto piccole in parte vengono assorbite e ed accumulate nell’ecosistema finendo anche nelle nostre tavole.
É vero che le istituzioni stanno spendendo molti soldi per limitare il nostro impatto sulla terra ma è anche vero che il primo passo dovrebbe essere fatto da ogni persona che si impegna a non inquinare anche per investire questi soldi da altre parti! Noi siamo i padroni di casa di San Teodoro e come tali dobbiamo istruire i nostri figli e noi stessi ad utilizzare un cestino per buttare la spazzatura e anche di chiamare un vigile quando vediamo qualcuno che inquina. Immaginate la scena del gradasso che non si alza per buttare il bicchiere quando arriva il vigile, un “furbo” paga la multa e si rovina la vacanza e 100 spettatori ci penseranno due volte prima di buttare la sigaretta e i rifiuti in terra. Anche le staccionate a protezione delle dune che sono state, distrutte, smontate, bruciate e utilizzate addirittura come pali per la tenda e si è già avuta una prova delle conseguenze dell’indebolimento delle dune.
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​ (nella foto si vede una tra le tante spaventose conseguenze dell’alluvione 2010. Si vede come ha deturpato la cinta e una tra le tante cause della sua rottura è anche la scomparsa delle dune. questa foto è stata scattata qualche tempo dopo la rottura in origine erano 4 o 5 tagli netti ma grazie ai moti delle correnti la spiaggia si è ripristinata in parte)
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Nel corso della storia si sono succeduti molti animali con il titolo di vertice della piramide alimentare e uno dei primi fu il megalodonte. Questo squalo gigantesco si adattò talmente bene che nei millenni estinse tutte le prede sufficentemente grandi per la sua mole e le conseguenze furono che i reperti che si stimano più recenti vedono sulle ossa degli ultimi megalodonti segni di denti che corrispondono alla stessa specie e di conseguenza un ipotizzato cannibalismo per necessità e ora lo vediamo riposare nei musei. Senza arrivare a catastrofismi comunque il nostro impatto deve essere necessariamente attutito e deve comprendere tutti dal singolo cittadino a le grandi istituzioni.
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Con questo terzo articolo concludiamo e uniamo i primi due articoli spiegando il contesto di inserimento. Riprenderemo la rubrica a fine settembre e al momento vi saluto e vi ringrazio della lettura.

Giovane sardo.

Gli articoli hanno come fine solo ed esclusivamente la tutela ambientale, NON sono a fine di lucro.
Le informazioni degli articoli sono tratte da internet, congressi ambientali, da dicerie e commenti di turisti e residenti e osservate in prima persona.
Da internet sono estratte da:
Wikipedia, Senato Della Repubblica, Vitadamamma, Siti del Movimento 5 Stelle, La Repubblica e altri siti che trattano di tutela ambientale e inquinamento.

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