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HO PRESENTATO UN’INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELL’AMBIENTE SULLO SCANDALOSA SITUAZIONE DEL servizio idrico in Sardegna, diventato un incubo per migliaia di famiglie, tra disservizi e la pretesa di recupero degli arretrati attraverso bollette astronomiche.

Andrea Vallascas Portavoce Sardo del Movimento 5 Stelle

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Abbanoa – servizio idrico in Sardegna
Cagliari, 22 giugno 2016 – «Tra continui disservizi, ritardi nella fatturazione dei consumi e conguagli da capogiro, il servizio idrico in Sardegna è diventato un incubo per migliaia di famiglie».
E’ quanto afferma il deputato del Movimento 5 Stelle, Andrea Vallascas, in un’interrogazione al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nella quale sollecita un intervento in merito ai continui rincari, alle pratiche commerciali, allo spreco dell’acqua e alle attività di alcune società di gestione italiane, con particolare riguardo ad Abbanoa (Sardegna),  Acea (Lazio), Gori e CITL (Campania).   
«Nella gestione del sevizio idrico integrato – spiega Vallascas – si registrano criticità e disagi in tutta Italia, ma in alcuni casi la situazione è diventata insostenibile, come, ad esempio, Abbanoa. L’azienda  dopo aver maturato assurdi e vergognosi ritardi nei procedimenti di contabilizzazione e fatturazione dei consumi, pretende di recuperare le somme dovute attraverso conguagli astronomici che risultano insostenibili per una normale famiglia. I disagi causati da questa procedura non si contano, oltre a generare dei dubbi sull’effettiva corrispondenza tra consumi reali e quelli contabilizzati, visto il tempo trascorso tra il consumo e l’emissione delle fatture. A questo si aggiunge la questione dei conguagli regolatori frutto peraltro di una errata previsione sui consumi da parte dell’azienda».
«Ma la Sardegna – prosegue – non si distingue solo per le pratiche commerciali discutibili. L’isola è al secondo posto in Italia, dopo il Lazio, per lo spreco dell’acqua: si perde fino al 52 per cento delle risorse idriche immesse nella rete».
«Crescono gli sprechi – aggiunge Vallascas – e soprattutto i costi che, a livello nazionale, sono lievitati in dieci anni del 61 per cento. Tutto questo a fronte di una qualità scadente del servizio e con una rete infrastrutturale incompleta e vecchia».
«A pagare le conseguenze di una cattiva gestione del sistema idrico – conclude – sono gli utenti, come conseguenza diretta dei disservizi e dell’aumento del costo dell’acqua».
 http://www.andreavallascas.it/abbanoa-disservizi-ritardi-nella-fatturazione-dei-consumi/
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